17 novembre 2009

Assemblea 17Novembre Uffici Centrali - Agenzia Entrate



•RIORGANIZZAZIONE DELLE DIREZIONI SENZA NESSUNA ESIGENZA
ORGANIZZATIVA E TUTELA PER IL PERSONALE…
•INCARICHI DIRIGENZIALI A CHI DIRIGENTE NON E‘
•LA GIUNGLA DEI CAPIREPARTO: NOMINATI SENZA REGOLE,E REMUNERATI CON IL GIA‘ESIGUO FONDO DI TUTTO IL PERSONALE…

SIAMO ANCORA IN UNA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE ???

MARTEDI’ 17 NOVEMBRE

ASSEMBLEA DEL PERSONALE

SALA MENSA di VIA C. COLOMBO - DALLE 10.30 ALLE 12.30 -

4 novembre 2009

Il Caso UCL

Si è svolto ieri l’incontro del personale sulla questione relativa al trasferimenti coattivo dei funzionari della DCNC all’UCL (ufficio coordinamento legislativo del Ministero delle finanze). Tale incontro ha visto forte partecipazione e coinvolgimento da parte del personale che ha ribadito la ferma contrarietà ad ogni ipotesi di trasferimento coattivo dei funzionari ed ha denunciato il comportamento dell’amministrazione troppo spesso poco rispettosa delle regole e del contratto collettivo nazionale. All’incontro è intervenuto il Dott Betunio, Direttore aggiunto della Direzione Centrale Normativa e Contenzioso, il quale ha preso atto della nostra diffida a disporre trasferimenti senza il requisito della volontarietà dell’interessato e ha assicurato che da parte dell’Amministrazione non si procederà ad alcun trasferimento coattivo. Tale risultato è senz’altro il frutto della mobilitazione e della partecipazione del personale che è riuscita ad imporre un primo stop all’amministrazione: resta inteso che da parte nostra continueremo a vigilare affinchè gli impegni assunti verbalmente vengano mantenuti e perché nel futuro nessun diritto venga scippato ai lavoratori. Valutiamo positivamente anche l’intervento della RSU che ha partecipato all’incontro e ha inviato unitariamente una nota all’amministrazione diffidandola dal disporre trasferimenti coattivi e in palese violazione del CCNL ed invitandola, qualora si dovesse individuare il funzionario volontariamente disposto al trasferimento, ad avviare con la RSU gli istituti di relazioni sindacali contrattualmente previsti.
COBAS ENTRATE UFFICI CENTRALI RDB UFFICI CENTRALI

17 settembre 2009

TAGLIATE DEL 25% LE RISORSE DEL SALARIO DI PRODUTTIVITA’!

E’ stato pubblicato il decreto che stanzia i fondi per il salario di produttività, e che dovrà essere certificato dalla Corte dei Conti.
Nei meandri delle cifre indicate dal decreto risulta estremamente chiaro il taglio netto del 25% del salario di produttività nelle Agenzie Fiscali, mentre nulla si sa sulla imputazione dei fondi agli esercizi 2008 e 2009.
Con un perfetto gioco di squadra Amministrazione e sindacati allineati (Cisl, Uil e Salfi) hanno mentito spudoratamente in questi mesi, raccontando ai lavoratori che le risorse sarebbero state integralmente ripristinate.
Oggi quel che il sindacalismo di base dice da oltre un anno è chiaro a tutti: l’intera campagna denigratoria orchestrata da Brunetta e soci ha avuto come obiettivo finale quello di mettere le mani in tasca ai dipendenti pubblici, falcidiando ulteriormente le nostre retribuzioni.
Interprete principale di questa operazione il ministro Brunetta; comparse, i sindacati complici, Cisl, Uil e Salfi.
Sin dall’emanazione della famigerata legge 133 del 2008 (quella che ha tagliato le risorse del nostro salario accessorio), mentre c’era chi “rassicurava” periodicamente, solo il sindacalismo di base ha contrastato questo vergognoso disegno, attraverso scioperi e mobilitazioni.
Adesso, però, occorre un ulteriore scatto di protesta.
Perché quando rapinano impunemente il nostro salario la parola deve necessariamente tornare ai lavoratori….

VENERDI’ 23 OTTOBRE SCIOPERO GENERALE DELL’INTERA GIORNATA INDETTO DAL SINDACALISMO DI BASE (COBAS, CUB E SDL)

COMUNICATO COBAS UFFICI CENTRALI DELL'AGENZIA ENTRATE SULLA TRATTATIVA LOCALE SU ORARIO DI LAVORO E TURNI

NULLA DI FATTO NELLA TRATTATIVA UFFICI CENTRALI SU ORARIO DI LAVORO E TURNI. SI RICOMINCIA A SETTEMBRE.

a) L’OGGETTO DELLA TRATTATIVA:

Nei 3 incontri (26 maggio, 29 e 31 luglio), si è svolta tra la RSU, le OO.SS, e l’Amministrazione, la trattativa locale sulla questione turni e sull’orario di lavoro.
Preliminarmente ribadiamo che come delegati RSU COBAS (non da soli ma in accordo con altri delegati) abbiamo da sempre chiesto a tutta la RSU di aprire una TRATTATIVA GENERALE che affrontasse tutte le problematiche del personale uffici centrali.
Quindi, turni da regolamentare, certamente, ma anche le questioni relative alle nomine dei capireparto e le ricadute sul salario accessorio, le relazioni sindacali, e gli istituti contrattuali interpretati in maniera sempre più restrittiva da parte dell’amministrazione (L. 104, visite specialistiche, ecc). Fissare, finalmente, un quadro di regole certe che limitasse l’arbitrio dell’ Amministrazione.
Invece, per scelta della maggioranza RSU, e della consueta prassi di aprire trattative senza piattaforme e senza alcun coinvolgimento del personale, si è arrivati ad un tavolo che si è occupato esclusivamente dell’orario di lavoro e della questione turni.

b) QUESTIONE PRELIMINARE: TORNELLI A MENSA.

Preliminarmente, nell’incontro del 31 luglio, come delegati Cobas abbiamo chiesto all’amministrazione di smentire ufficialmente la notizia relativa ad una (presunta?) volontà da parte dei Dirigenti di introdurre un sistema di rilevazione elettronico delle presenze a mensa. Su questo dobbiamo dire chiaramente che dalla controparte non è pervenuta né a noi (che abbiamo sollevato la questione) né alla RSU, alcuna smentita. Al tavolo sono invece state fornite alcune timide rassicurazioni della serie: “se ne parla sempre, ma poi non lo si attua mai.” Parole che, invece di rassicurarci, aumentano la nostra preoccupazione. Inutile dire che invitiamo tutti i lavoratori e le lavoratrici, tutte le OO. SS. e tutta la RSU a tenere alta la guardia su tale questione, per monitorare costantemente i passaggi che dovesse eventualmente mettere in atto l’Amministrazione.

c) NEL MERITO DELLA TRATTATIVA.

Per quanto riguarda l’orario di lavoro l’amministrazione ha rifiutato qualunque modifica a vantaggio del personale (ad esempio la richiesta della RSU di un allungamento della flessibilità fino a coprire la fascia 7.30 – 10.00, anziché le attuali 7,45-9,30).
Ma in realtà tutta la trattativa si è incentrata sulla questione turni. I turni da sempre sono stati pagati in totale assenza di regole, comportando, quindi, un proliferare delle postazioni turno ad uso e consumo dei Direttori Centrali, o, di contro, giungendo ad imporre turni che, poi, non sono mai stati retribuiti con l’indennità prevista dagli accordi nazionali.

Fissare, finalmente, delle regole certe (che incredibilmente finora non ci sono state), è una forma di garanzia sia del personale turnista, sia del complesso del personale. Il quale viene toccato dalla questione per vari aspetti, non ultimo per il fatto che l’indennità di turno è pagato con soldi attinti dal Fondo di tutti i lavoratori.( nell’accordo locale relativo all’ FPS 2007, da noi non sottoscritto, circa 100.000 euro sono stati assorbiti dal pagamento dell’indennità di turno)
Per noi Cobas, regolamentare i turni significa:
1) contenere i turni entro limiti fisiologici dettati da effettive esigenze di servizio; ecco perché abbiamo da subito richiesto che l’amministrazione fornisse motivazione specifica e scritta delle esigenze che giustificano l’utilizzo delle postazioni turno (la richiesta dell’Amministrazione partiva da 9000 postazioni- turno annue);
2) evitare che al personale che svolge un orario di fatto su turni, non venisse corrisposta l’indennità dovuta;
3)
garantire l’indennità di turno per gli autisti, per ogni turno svolto effettivamente;

4)
fissare regole a tutela del personale che svolge turni di sabato (addetti rassegna stampa).

Ebbene, l’amministrazione si è presentata al tavolo senza mai fornire alcun documento e nessuna spiegazione, anche verbale, che giustificasse le esigenze dei singoli turni, riducendo tutta la trattativa ad una sterile discussione sul numero di turni intorno al quale chiudere l’accordo. A cosa serva ogni turno nello specifico, non è dato sapere.
Sulla base di tutto questo, e pur avendo posizioni assolutamente diversificate all’interno della RSU, la RSU, UNITARIAMENTE, ha ritenuto di non poter firmare la proposta della controparte, e ha richiesto di riaprire la trattativa settembre. Ma soprattutto (ed è per noi questo l’elemento più importate) è stato richiesto all’ Amministrazione di ripresentarsi alla riapertura della trattativa con l’indicazione delle esigenze che giustificano l’utilizzo dei turni richiesti e di fornire un monitoraggio dei turni finora svolti nell’anno 2009.

COME COBAS DICIAMO ANTICIPATAMENTE CHE:
1.
Se a settembre la RSU va al tavolo senza una piattaforma chiara, discussa al suo interno, e condivisa dal personale, il risultato sarà un pasticcio inguardabile;

2.
L’Agenzia vuole LA BOTTE PIENA (anzi vuota, considerato il taglio dei Fondi) e la MOGLIE (o il marito, fate voi) UBRIACA (turni “a go go” e senza regole, come prima, per il sollazzo dei direttori centrali).


Basterebbe riflettere su un semplice dato: per il solo ufficio del Direttore Generale sono stati richiesti (senza fornire alcuna giustificazione) 10 turni al giorno pomeridiani.
Una tale mole di turni sarebbe, forse, giustificata per una giornata tipo del ministero degli Esteri durante una crisi internazionale…

I DELEGATI COBAS della RSU - UFFICI CENTRALI
(Alessandro Giannelli – Guglielmo Musso)

26 aprile 2009

L’accordo quadro sull’attivazione delle Direzioni Provinciali

L’accordo quadro sull’attivazione delle Direzioni Provinciali:
una scatola vuota, senza garanzie e tante fregature!

Cisl, Uil, Salfi, e questa volta anche la Cgil, ritornata “pacifica” dopo la riammissione ai tavoli, avevano bisogno di un accordo qualsiasi sulla riorganizzazione, pur di ripresentarsi con un abito riverniciato ai lavoratori.
E l’hanno avuto!

Dopo mesi di tira e molla, facendo credere chissà quale era la posta in palio, è scaturito questo “mitico” bluff, in cui Cgil, Cisl, Uil e Salfi, di fatto ratificano decisioni già assunte unilateralmente dall’amministrazione.
In sintesi, ci troviamo davanti ad un involucro vuoto, senza nessuna garanzia per il personale e, anzi, con parecchi trucchi e fregature.
Uno dei capisaldi dell’accordo è che, con la nascita delle Direzioni provinciali, ci sarà mobilità, solo su base volontaria.
Ci accorgiamo invece, leggendo l’accordo, che, se una parte delle attività dell'Ufficio controlli (collocato su base provinciale o su più uffici cittadini) potrà essere svolta anche con team allocati nelle sedi che ospiteranno gli Uffici territoriali o negli attuali Uffici locali, l’attività che riguarda i controlli delle imprese di medie dimensioni, tutta l’area legale, quella di staff saranno collocati in un’unica sede, così come i rimborsi Iva in un solo ufficio territoriale.
Ergo, il personale coinvolto in queste lavorazioni, obtorto collo, sarà costretto a migrare verso i nuovi uffici, in barba alla millantata mobilità volontaria, con problemi notevoli nelle province con più uffici e nelle grandi città (vedi Roma, Milano, Torino, Napoli ecc.).
Diventa, quindi, “uno zuccherino” la possibilità che il personale che svolge tali attività presso gli Uffici locali subprovinciali o in più Uffici cittadini, potrà optare se spostarsi presso la sede della D.P., o restare nell'attuale sede, svolgendo una diversa tipologia di lavoro.

E diventa anche un trucco il fatto che il principio assunto per l’assegnazione del personale alle Direzioni Provinciali, sarà quello delle funzioni svolte nel quotidiano in maniera prevalente. Ovvero se si vuole continuare a svolgere le stesse funzioni lavorative di quelle aree si è quasi obbligati alla mobilità verso le D.P. oppure bisognerà cambiare funzioni e lavoro.
Altro trucco è quello degli incarichi e delle posizioni organizzative che vengono confermate “transitoriamente” sino all'inizio del 2010 ovvero alla loro naturale scadenza, essendo già stabilito (vedi articolo 17 e 18 del contratto Integrativo) che abbiano valenza biennale, per lo più da gennaio 2008.

Insomma non ci hanno regalato niente!
E, udite udite, entro il mese di settembre del 2009 è prevista una nuova fase di contrattazione nazionale per verificare il “buon andamento” dell'accordo, gli sviluppi e le ulteriori decisioni da prendere.
E’ superfluo dire che questa devastante Riorganizzazione non trova nessuna tutela o compensazione in questo accordo – quadro.
Non si parla di diritto alla carriera, di salario accessorio, di remunerazione del disagio, né si accenna agli aumenti dei carichi di lavoro e degli obiettivi di produttività, né di rendere più efficace e incisiva la lotta all’evasione fiscale che, anzi, proprio a causa della confusione creata dalla riorganizzazione, registra 4 miliardi di euro di entrate fiscali in meno, nei primi 2 mesi del 2009.
Ribadiremo in tutte le sedi il nostro profondo dissenso a questo accordo e siamo disponibili con i lavoratori e con chi la pensa come noi ad assumere tutte le iniziative di protesta e mobilitazione.